Buongiorno il 06/10/2011 mio padre vende, con regolare atto di vendita e pagamenti, a me e le mie sorelle un capannone dove lui svolgeva la sua attività commerciale ma che raggiunta l'età pensionabile ha dismesso.
Noi, io e le mie sorelle, dato che non utilizzavamo l'opificio, in data 19/05/2016 lo rivendiamo ad un terzo e dato che serviva ancora qualche documento da integrare decidiamo di fare regolare Preliminare Trascritto presso Notaio con rogito definitivo da fare entro il 30/09/2017.
Il 07/10/2016 ci viene però notificato una citazione a giudizio a me e a tutti i miei familiari da parte di Riscossione Sicilia perchè vogliono impugnare l'atto di compravendita tra i miei genitori e me, in quanto asseriscono che fatto in frode ai debiti fiscali di mio padre.
Ora il problema è che la banca sta facendo problemi al compratore per emettere il mutuo cosa che non avrebbero ragione di fare perchè il preliminare è anteriore alla notifica e sull'immobile non grava alcuna ipoteca ma solo iscrizione giudiziale.
Cosa ne pensate in merito?
RigranziandoVi anticipatamente porgo cordiali saluti.
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Salve, se il preliminare è stato trascritto prima della domanda giudiziale, il compratore non ha nulla da temere, purché il definitivo venga trascritto entro un massimo di tre anni dalla predetta trascrizione.
In ogni caso, sarebbe consigliabile un esame dettagliato della natura della domanda proposta e dei possibili effetti del suo accoglimento, onde fugare ogni dubbio.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Avv. Nicola Sansone
L'art. 2645 bis c.c. dispone, al secondo comma, che "La trascrizione del contratto definitivo o di altro atto che costituisca comunque esecuzione dei contratti preliminari di cui al comma 1, ovvero della sentenza che accoglie la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dei contratti preliminari predetti, prevale sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite contro il promittente alienante dopo la trascrizione del contratto preliminare". Ne consegue che la trascrizione dello stesso prevale a condizione che l'atto definitivo avvenga entro un anno dal termine fissato o tre anni dalla trascrizione del preliminare. Quella che appare notificata sarebbe una citazione per revocatoria ordinaria (da quello che si arguisce dalla descrizione), che presuppone il c.d. consilium fraudis dell'acquirente: la sua trascrizione, tuttavia, non può prevalere sulla precedente trascrizione del preliminare. Restano naturalmente salvi gli effetti risarcitori e l'eventuale provvedimento cautelare che potrà essere richiesto sul saldo prezzo risultante dal preliminare.
In ogni caso, il Suo avvocato sarà sicuramente in grado, dall'esame di tutta la documentazione, di consigliarLa in merito
Occorre verificare quale era la situazione debitoria di Suo padre all'epoca della vendita..tra l'altro potrebbe trattarsi di vendita simulata ( ovvero in realtà una donazione ai figli) fatta proprio per eludere la situazione debitoria e quindi revocabile..ma occorre valutare la situazione nel complesso con una dettagliata esamina
Avv. Bertani avvocato in Modena
Se la banca teme qualcosa evidentemente non sarà tutto come narrato. Peraltro se le date da Lei scritte sono reali non ci sarebbe nulla da temere. Si dovrebbero vedere i documenti per dare una risposta certa.